Comunicato stampa AIAS: Agrivoltaico, nei primi nove mesi del 2025 sono stati sviluppati 11,5 GW di progetti, di cui 1,4 GW “elevati”

Comunicato stampa AIAS: Agrivoltaico, nei primi nove mesi del 2025 sono stati sviluppati 11,5 GW di progetti, di cui 1,4 GW “elevati”

Energia: agrivoltaico, nei primi nove mesi del 2025 sono stati sviluppati 11,5 GW di progetti, di cui 1,4 GW “elevati”

L’evento di AIAS al GSE con numeri di crescita del settore, le politiche abilitanti e le prospettive dell’Associazione. Illustrata la Certificazione Agrivoltaico Sostenibile: uno strumento di ausilio per migliorare la qualità dei progetti in fase di elaborazione e approvazione

Roma, 26 novembre Nei primi nove mesi del 2025 sono stati sviluppati 11,5 GW di progetti agrivoltaici, di cui 1,4 GW “elevati”. Lo sviluppo dell’agrivoltaico elevato in Italia potrebbe generare fino a 11,8 miliardi € di benefici nell’arco di vita degli impianti (2025-2059) distribuiti tra diversi settori e attori economici. Solo per il comparto agricolo nazionale, le ricadute dirette e indirette potrebbero ammontare fino a 1,7 miliardi di euro, grazie a integrazione e diversificazione del reddito, nuove opportunità imprenditoriali, digitalizzazione delle aziende agricole e valorizzazione di colture e superfici oggi trascurate.

È quanto emerge dallo studio “L’agrivoltaico crea valore condiviso con il territorio” commissionato da AIAS, l’Associazione Italia Agrivoltaico Sostenibile presieduta da ENEA, e realizzato da Althesys Strategic Consultants, presentato oggi a Roma nell’ambito del convegno “Agrivoltaico: un nuovo modello di business per un valore condiviso” che si è svolto oggi a Roma all’Auditorium GSE.

Al centro dell’evento il contributo del settore al Sistema Paese, riferito in particolare ai sistemi con configurazione elevata e integrata con l’agricoltura, con esempi concreti, applicazioni reali e punti cardine per un percorso virtuoso.

L’evento ha evidenziato che l’agrivoltaico elevato non è una semplice evoluzione del fotovoltaico a terra, ma un sistema tecnologico e produttivo con logiche proprie che rappresenta anche un nuovo modo di concepire il rapporto tra impresa agricola e impresa energetica. Le ricadute positive rientrano sotto vari profili, da quelli agricoli a quelli energetici, dai tecnologici agli economici.

I benefici dell’agrivoltaico elevato più che compensano il maggior costo di generazione elettrica rispetto al fotovoltaico tradizionale, portando ad un «LCOE integrato» competitivo tra i 40,4 e 53 €/MWh. Questo vale considerando non solo, in termini strettamente economici, la generazione elettrica, ma anche il valore ambientale, sociale e territoriale prodotto dal sistema.

“Sono convinto che per una transizione pragmatica verso un sistema che veda le rinnovabili in una posizione di rilevanza, serva un forte contributo del nuovo fotovoltaico che è l’agrivoltaico”, ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “L’agrivoltaico innovativo consente da un lato di affermare la diffusione delle rinnovabili, dall’altro di preservare e persino valorizzare l’agricoltura di qualità attraverso una serie di nuove tecniche e tecnologie. Una produzione di energia, dunque, pienamente integrata con l’attività dei campi e che deve migliorare la redditività consentendo il recupero di terreno a uso produttivo e il risparmio di acqua a uso irriguo. Gli agricoltori stanno dimostrando una fortissima attenzione a questo strumento che può davvero dare un valore aggiunto per la crescita e la competitività delle aziende agricole”, ha aggiunto Pichetto.

“Lo studio presentato oggi conferma che l’agrivoltaico elevato rappresenta una delle leve strategiche per coniugare transizione energetica e competitività del settore agricolo per un modello capace di generare valore condiviso per i territori, integrando innovazione, sostenibilità e sviluppo rurale”, ha evidenziato Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti rinnovabili dell’ENEA. “L’agrivoltaico può rafforzare le aziende agricole, aprire nuove opportunità imprenditoriali e creare occupazione qualificata ma perché questo potenziale si traduca in realtà servono politiche abilitative che ne riconoscano il valore tecnologico, ambientale, sociale ed economico e sostengano un quadro normativo chiaro, stabile e orientato alla qualità”.

Tra le urgenze primarie rientrano l’introduzione di strumenti per riconoscere le esternalità positive, la previsione un meccanismo di supporto dedicato, il supporto a un sistema di certificazione che attesti il rispetto di criteri ambientali, agricoli e territoriali e che potrebbe fungere da prerequisito per l’accesso a misure incentivanti differenziate. In questo ambito si inserisce la Certificazione Agrivoltaico Sostenibile (AS) AIAS-RINA.

“La Certificazione AS è uno strumento di ausilio per migliorare la qualità dei progetti in fase di elaborazione e approvazione. Una guida per esplicitare le caratteristiche dell’agrivoltaico che lo rendono sostenibile e capace di creare un valore che vada oltre la produzione agricola ed elettrica”, ha commentato Alessandra Scognamiglio, ricercatrice ENEA e Presidente di AIAS. “Agli strumenti va infatti accompagnato un percorso concreto di rimozione degli ostacoli normativi e amministrativi che vada dalla semplificazione delle procedure autorizzative a una maggiore uniformità interpretativa tra le Regioni e che includa un chiarimento normativo su compatibilità urbanistica e uso del suolo”, ha concluso Scognamiglio.

“Occasioni come il convegno di oggi sono preziose per fare il punto sullo stato dell’arte di questa applicazione emergente della tecnologia fotovoltaica che alla luce del DL Agricoltura è quella resa praticabile sui terreni agricoli. L’agrivoltaico innovativo è un alleato e non nemico dell’agricoltura, e sarà determinante per il raggiungimento degli obiettivi PNIEC al 2030. Ritengo che la nascita della Certificazione dell’agrivoltaico sostenibile AIAS-RINA, presentata oggi, segna una tappa importante per l’evoluzione di questa tecnologia per garantire l’equilibrio reale e verificato delle tre dimensioni dell’agrivoltaico: agricoltura, energia e paesaggio”, ha dichiarato il Presidente del GSE, Paolo Arrigoni.

“L’Agrivoltaico rappresenterà una leva economica e sociale per l’Italia in grado di portare – come testimonia lo studio Althesys – benefici ambientali, economici e occupazionali. Infine, come sta evidenziando la procedura del FER X transitorio, basata sui Contratti per differenza (CFD), l’agrivoltaico ha la potenzialità di portare anche esternalità positive sui costi dell’energia attraverso benefici sugli oneri generali di sistema”, ha aggiunto Arrigoni.

AIAS, presieduta da ENEA, è l’associazione italiana che promuove lo sviluppo sostenibile dell’agrivoltaico, supportando i progetti che valorizzano il potenziale di questa tecnologia attraverso soluzioni innovative. Ad oggi AIAS conta oltre 100 soci tra aziende, istituzioni pubbliche e private, organizzazioni, cooperative, professionisti, associazioni.

In allegato il comunicato stampa