Riceviamo e pubblichiamo
CONFEDERAZIONE IMPRESE ITALIA
Nota per la stampa | 25 Settembre 2026
Caro carburanti, Bevacqua (Confederazione Imprese Italia): «Sicilia e Sardegna non possono pagare il prezzo dell’insularità»
Francesco Bevacqua, Consigliere Nazionale con delega per le Isole: «Servono risposte strutturali per le imprese e le famiglie. Dopo il 5 ottobre, cosa accadrà?»
Roma 25/09/2026 -In Sicilia e Sardegna il caro carburanti pesa su ogni spostamento, sulle consegne, sui servizi e sul lavoro quotidiano delle imprese. Il costo del pieno non si ferma alla stazione di servizio: entra nei bilanci delle attività, si riflette sui prezzi dei beni e riduce il potere d’acquisto delle famiglie.
«Per le nostre isole il carburante è una voce essenziale», osserva Francesco Bevacqua, Consigliere Nazionale di Confederazione Imprese Italia con delega per le Isole. «Quando aumenta il costo del trasporto, a risentirne sono l’impresa che deve ricevere merci, l’artigiano che raggiunge un cliente e la famiglia che dipende dall’auto per lavorare o accedere ai servizi. Questo impatto va valutato tenendo conto delle condizioni dei territori insulari».
C’è un dato della legge di bilancio 2026 che merita di essere ricordato. Dal 1° gennaio l’accisa sul gasolio impiegato come carburante è aumentata di 4,05 centesimi al litro; nello stesso momento, l’accisa sulla benzina è stata ridotta della medesima misura. Si tratta di un riallineamento delle due aliquote, ma i suoi effetti non sono uguali per tutti. Per le attività che utilizzano il diesel, la scelta fiscale si aggiunge alle altre pressioni sui costi, pur tenendo conto delle agevolazioni previste per specifici impieghi.
Sul prezzo finale pesa una componente fiscale rilevante. La legge di bilancio ha fissato l’accisa ordinaria sul gasolio a 672,90 euro per mille litri, pari a 67,29 centesimi al litro. I successivi interventi temporanei l’hanno rideterminata: 57,29 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre e 62,29 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. A queste somme si aggiunge l’IVA al 22%, calcolata sul prezzo del carburante comprensivo dell’accisa. Per dare la misura dell’incidenza fiscale, su un prezzo puramente esemplificativo di 1,70 euro al litro, accisa e IVA ammonterebbero complessivamente a circa 88–93 centesimi al litro durante i due periodi indicati. Il calcolo descrive le imposte comprese nel prezzo alla pompa e non tiene conto di eventuali detrazioni o rimborsi spettanti alle imprese.
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