Riceviamo e pubblichiamo

COMUNICATO STAMPA

Proventi ETS al Sea Modal Shift: FIAP plaude all’emendamento e chiede attuazione immediata per le rotte ro-ro verso le isole

 

Costi navali esplosi, contributi fermi: le imprese di autotrasporto verso le isole non possono aspettare i tempi ordinari della burocrazia

Roma, 30 marzo 2026 – FIAP – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali esprime soddisfazione per l’approvazione in commissione Attività produttive della Camera dell’emendamento al DL Energia che — una volta concluso l’iter parlamentare — vincolerebbe i proventi delle aste CO2 al finanziamento del riequilibrio modale, con esplicito riferimento agli strumenti Sea Modal Shift e Ferrobonus. Si tratta di una misura che la federazione ha sostenuto e richiesto con forza: sono gli armatori a versare l’ETS e a riversarne il costo nelle tariffe navali, scaricandolo di fatto sulle imprese di autotrasporto. È giusto che quelle risorse tornino al settore che le ha sostenute. Questo emendamento va esattamente in quella direzione.

Il settore vive però una situazione di emergenza che rende urgente l’attuazione della misura. Nell’ultimo anno i costi di imbarco di un semirimorchio sulle rotte verso Sicilia e Sardegna sono aumentati in modo consistente e strutturale — per effetto dell’ETS trasferito dagli armatori e, in aggiunta, dei rincari del carburante che gli stessi armatori scaricano sulle tariffe navali, con la crisi dello Stretto di Hormuz che ha ulteriormente aggravato la situazione. Il contributo previsto dal Sea Modal Shift non è calibrato su questa realtà e va aggiornato con urgenza. Il crescente disagio che si registra tra le imprese di Sicilia e Sardegna — con segnali di protesta sempre più concreti in entrambe le isole — è la conferma che i tempi di intervento non possono essere quelli ordinari.

L’impatto non si ferma all’autotrasporto. Le rotte insulari sono la condizione di accesso al mercato per migliaia di imprese produttive di Sicilia e Sardegna: quando i costi logistici esplodono senza ammortizzatori istituzionali, la loro competitività si erode e il rischio concreto sono cali di fatturato, contrazione degli scambi e chiusure. La crisi delle rotte ro-ro è una crisi del sistema produttivo insulare.

“Questo emendamento ci dà ragione su una posizione che portiamo avanti da tempo — afferma Alessandro Peron, Segretario Generale di FIAP. — Chiediamo ai Ministeri competenti di convocare con urgenza un tavolo di confronto, di procedere senza indugio con i decreti attuativi interministeriali, di aggiornare il contributo Sea Modal Shift ai costi reali delle rotte insulari e di prevedere finestre di accesso flessibili. L’intermodalità verso le isole non è una scelta ambientale: è una necessità produttiva nazionale che non può aspettare.”

In allegato io comunicato stampa

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