Il porto ecosistema complesso in cui entrano in contatto modalità operative e interessi diversi. Le aree portuali costituiscono da sempre un ecosistema lavorativo complesso, in cui entrano in contatto modalità operative e interessi economici diversificati. Di qui la necessità di mettere a disposizione di imprese e lavoratori idonei strumenti tecnico-organizzativi concretamente utilizzabili per il raggiungimento di un’efficace strategia di prevenzione. Con l’intento di supportare e promuovere la salute e la sicurezza all’interno della peculiare realtà portuale di Ancona, la Direzione regionale Inail delle Marche, in collaborazione con il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Istituto, ha approntato un modello territoriale di intervento integrato, che potrà anche essere esportato in analoghi contesti produttivi. Un sostegno al processo di autovalutazione e gestione dei rischi. Attraverso una condivisione collettiva e partecipata del sistema di regole e comportamenti e della sua attuazione, l’obiettivo del progetto, che vede anche il coinvolgimento dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Centrale, della Regione Marche e del Sistema sanitario regionale, è fornire alle imprese che operano nell’area portuale di Ancona una metodologia di supporto al processo di autovalutazione e gestione dei rischi, di organizzazione delle attività lavorative e di approfondimento dei rischi infortunistici collegati alla gestione della viabilità di porto, mediante l’utilizzo di software per il monitoraggio e il controllo dei comportamenti e un presidio virtuale delle aree comuni.
Il Piano triennale dell’Istituto anticipa i cambiamenti del mondo del lavoro. A fare da filo conduttore alla serie di appuntamenti regionali del Forum “Made in Inail”, che dopo Ancona proseguirà il 18 aprile a Perugia e il 20 aprile a Reggio Calabria, è il Piano triennale per la prevenzione 2022-2024, che delinea la missione dell’Istituto in coerenza con la Strategia europea per la salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027 e con l’Agenda Onu 2030, anticipando i cambiamenti determinati dalle grandi trasformazioni del mondo del lavoro: l’evoluzione demografica e l’invecchiamento, la transizione verde e digitale, la robotizzazione dell’industria e della logistica, il lavoro agile e in qualsiasi luogo, e il cambiamento climatico, che espone sempre di più i lavoratori a temperature torride ed eventi atmosferici estremi.

