Si segnala la presentazione dell’interrogazione a risposta scritta n. 4-07471 rivolta al Ministro della salute
premesso che i recenti dati emersi dall’indagine Censis, realizzata in collaborazione con Lundbeck Italia e presentata nel febbraio 2026, restituiscono la fotografia di un Paese profondamente mutato nella percezione della salute: per oltre il 31 per cento degli italiani, e per ben il 44 per cento dei giovani, la salute non è più mera «efficienza fisica», ma un equilibrio psicofisico in cui la mente è centrale quanto il corpo;
nonostante questa crescente consapevolezza, il rapporto evidenzia una frattura drammatica tra il bisogno di cura e l’effettiva capacità di risposta dello Stato: il 49,3 per cento degli italiani dichiara di soffrire di qualche forma di disagio psicologico, con punte allarmanti tra gli adolescenti (dove il disagio grave è salito al 16 per cento); e tra i giovani adulti (19,5 per cento);
il quadro dei servizi pubblici appare oggi gravemente carente: il 65,6 per cento degli intervistati giudica poco o per nulla efficace l’azione del Servizio sanitario nazionale (Ssn) per i disturbi psichiatrici e oltre il 56 per cento per quelli neurologici; inoltre, i dati confermano che il 59 per cento dei cittadini è stato costretto a rivolgersi a strutture private a pagamento a causa delle inefficienze del pubblico, mentre il 42,4 per cento ha riscontrato enormi difficoltà di accesso ai servizi;
lo stigma sociale continua a pesare come un macigno: quasi il 68 per cento degli italiani percepisce ancora vergogna e discriminazione attorno alle malattie psichiatriche, un isolamento alimentato dalla carenza di campagne informative istituzionali e dalla frammentazione dei percorsi di cura;
le politiche finora messe in campo dal Governo sono, ad avviso dell’interrogante, frammentarie, prive di una visione d’insieme e, soprattutto, sotto-finanziate,
si chiede di sapere:
quali iniziative di competenza intenda adottare per potenziare strutturalmente i dipartimenti di salute mentale e le unità di neurologia del Ssn, al fine di abbattere le liste d’attesa e garantire l’accesso alle cure anche a chi non ha le possibilità economiche per rivolgersi al settore privato;
se non ritenga urgente assumereiniziative di competenza, anche normative, per rendere strutturale e permanente la figura dello psicologo scolastico in ogni istituto di ordine e grado, accogliendo l’appello lanciato da quasi la metà dei cittadini e rispondendo alla crisi post-pandemica che sta devastando le nuove generazioni;
se intenda stanziare risorse certe e aggiuntive per l’attuazione del Piano per la salute mentale, ai fini dell’assunzione di psicologi, psichiatri, neurologi e assistenti sociali;
se intenda avviare una campagna informativa nazionale volta a contrastare lo stigma sociale, promuovendo la salute mentale come pilastro del benessere collettivo e non come motivo di vergogna o isolamento.
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