La resilienza del trasporto merci in Europa si rafforzerà grazie all’elettrificazione.

La dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili importati continua a esporre la sua economia a shock geopolitici e alla volatilità dei prezzi dell’energia. L’elettrificazione del trasporto merci su strada può rafforzare la resilienza energetica, la competitività industriale e il progresso climatico, ma solo se l’UE affronta i rischi per gli investimenti, i finanziamenti e la frammentazione del mercato.Le rinnovate tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno nuovamente messo a nudo l’insicurezza energetica dell’Europa. Nonostante gli sforzi dei governi per proteggere consumatori e imprese dall’aumento dei costi energetici, ogni crisi rivela la stessa debolezza strutturale: l’economia europea, e in particolare il suo sistema di trasporti, rimane fortemente dipendente dai combustibili fossili importati ed esposta alla volatilità dei mercati petroliferi globali.

Il trasporto merci su strada è al centro di questa sfida. I veicoli pesanti trasportano la stragrande maggioranza delle merci in tutta Europa e dipendono ancora in larga misura dal diesel. Di conseguenza, ogni impennata del prezzo del petrolio si traduce direttamente in maggiori costi di trasporto, indebolimento delle catene di approvvigionamento e pressioni inflazionistiche che destabilizzano l’economia nel suo complesso e minano la sovranità europea.

Per spezzare questo ciclo di dipendenza dai combustibili fossili, l’Europa deve raddoppiare gli sforzi sull’elettrificazione. Infatti, l’elettrificazione, anche per il trasporto pesante su strada, non è più solo una soluzione climatica, ma è fondamentale per la resilienza economica e la sicurezza energetica dell’Europa. Come ha recentemente dimostrato Milence con il suo convoglio di camion elettrici che ha percorso uno dei principali corridoi di trasporto europei, il trasporto su strada elettrificato non è una prospettiva lontana. Al contrario, la tecnologia è già disponibile e il momento di implementarla su larga scala è adesso.

I quadri normativi come il prossimo Piano d’azione per l’elettrificazione della Commissione europea rappresentano un’opportunità unica per rafforzare la resilienza e la competitività a lungo termine. Con le giuste misure, l’Europa può trasformare una crisi in un’opportunità.

Le crescenti ragioni a favore dei camion elettrici

La soluzione al ciclo di dipendenza dai combustibili fossili è sempre più a portata di mano. I camion elettrici stanno diventando economicamente competitivi rispetto ai camion diesel in un numero crescente di Stati membri, anche per i trasporti a lungo raggio. L’adozione sta accelerando nei mercati principali, con quote di vendita a doppia cifra in diversi paesi e che si avvicinano al 5% nell’UE.

Al contempo, la rete di ricarica europea sta iniziando a espandersi rapidamente. Quasi 2.000 punti di ricarica pubblici per camion elettrici sono ora operativi lungo i principali corridoi di trasporto. Da Barcellona a Lione, da Anversa a Stoccolma e da Parigi a Berlino , stanno emergendo corridoi merci elettrici in tutto il continente. Il trasporto merci su strada con veicoli elettrici sta passando dai progetti pilota al trasporto merci transfrontaliero operativo.

Ancora più importante, l’elettrificazione offre qualcosa che il diesel non può offrire: una maggiore stabilità dei prezzi a lungo termine. I mercati dell’elettricità non sono immuni alla volatilità, ma sono fondamentalmente meno esposti agli shock geopolitici rispetto ai mercati petroliferi e sono fondamentali per rafforzare la sovranità dell’Europa.

La sfida politica

La sfida per l’Europa ora è capire come continuare a incrementare in modo efficace la diffusione dei camion elettrici e delle stazioni di ricarica.

Invece di abbracciare pienamente l’elettrificazione nel contesto della crisi energetica, i governi hanno adottato misure contraddittorie a breve termine che non riescono a spezzare il ciclo di dipendenza dai combustibili fossili. Ad esempio, sebbene la Germania stia investendo in infrastrutture di ricarica per camion elettrici, ha contemporaneamente introdotto agevolazioni fiscali temporanee per il diesel. Analogamente, mentre la Francia sta portando avanti programmi mirati di sostegno all’elettrificazione, i politici olandesi stanno riducendo il pedaggio autostradale per i camion prima della sua entrata in vigore.

Le politiche che riducono i prezzi del diesel possono offrire un sollievo a breve termine, ma rischiano di rafforzare proprio quella dipendenza che continua a rendere l’Europa vulnerabile.

L’Europa ha bisogno di un quadro politico migliore che affronti le preoccupazioni a breve termine e mitighi i rischi a lungo termine. Non sarà facile: la costruzione di una rete europea per il trasporto merci elettrico richiederà oltre 10 miliardi di euro di investimenti nei prossimi anni. Ma è proprio per questo che i quadri politici, come il prossimo Piano d’azione per l’elettrificazione della Commissione europea, non possono limitarsi a concentrarsi su obiettivi e ambizioni. Devono rimuovere gli ostacoli che continuano a rallentare la diffusione delle infrastrutture di ricarica.

La prima sfida è la certezza degli investimenti. Agli operatori delle infrastrutture di ricarica viene chiesto di investire miliardi in anticipo rispetto alla domanda, mentre i tassi di utilizzo rimangono incerti durante la fase iniziale di crescita del mercato. Finché questo rischio rimarrà troppo elevato, l’accesso a finanziamenti su larga scala a prezzi accessibili sarà limitato.

Il piano dovrebbe pertanto includere misure che riducano il rischio degli investimenti infrastrutturali nelle fasi iniziali, accelerino le procedure di autorizzazione e migliorino i processi di connessione alla rete lungo i principali corridoi merci europei.

La seconda sfida riguarda il finanziamento dei veicoli. Molte aziende di trasporto europee sono piccole e medie imprese che operano con margini ridotti e accesso limitato al capitale. Anche laddove i camion elettrici offrono già costi operativi totali inferiori nel tempo, l’investimento iniziale rimane un ostacolo importante.

Il Piano dovrebbe sostenere strumenti di finanziamento e incentivi politici stabili che consentano agli operatori delle flotte di investire con maggiore fiducia. Una prevedibile determinazione del prezzo del carbonio, schemi di sostegno mirati e chiari segnali normativi a lungo termine saranno essenziali per estendere l’adozione di queste tecnologie oltre i primi utilizzatori.

La terza sfida è la frammentazione. Il mercato europeo del trasporto merci elettrico non funziona ancora come un vero mercato unico. Il divario tra i paesi all’avanguardia e quelli in ritardo si sta ampliando a causa della divergenza dei quadri normativi nazionali. Laddove i camion elettrici beneficiano di condizioni favorevoli, la loro adozione accelera rapidamente; dove tali condizioni rimangono deboli, gli investimenti rallentano. Per un settore basato sul trasporto transfrontaliero, questa frammentazione crea incertezza per operatori, fornitori di infrastrutture e produttori.

I responsabili politici dovrebbero pertanto dare priorità a un maggiore allineamento tra gli Stati membri, compresi sistemi di tariffazione basati sulle emissioni di CO2 coerenti, una diffusione coordinata delle infrastrutture e una solida attuazione del sistema di prezzi del carbonio dell’UE nell’ambito dell’ETS II.

L’Europa dispone già di molti degli strumenti necessari. La sfida non è più individuare le soluzioni, ma implementarle in modo coerente e su scala sufficiente.

La strada che ci attende

La questione ora è se l’Europa saprà sfruttare questo momento, caratterizzato da instabilità geopolitica, volatilità energetica e transizione industriale, per costruire un’economia strutturalmente più solida. Il prossimo Piano d’azione per l’elettrificazione accelererà l’elettrificazione del trasporto merci? Oppure l’Europa rimarrà un mosaico di approcci nazionali, che inviano segnali contrastanti al mercato?

In definitiva, si tratta di una prova della capacità dell’Europa di trasformare la crisi in un’opportunità e di rimanere economicamente competitiva nei decenni a venire.

La vera resilienza non deriverà da un diesel permanentemente più economico. Deriverà dalla costruzione di un sistema di trasporto merci europeo alimentato sempre più dall’elettricità, anziché dai combustibili fossili importati.

21 maggio 2026

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