Appalti pubblici e decessi sul lavoro: scegliere il miglior offerente tenendo conto degli aspetti sociali e subordinare l’accesso ai contratti al rispetto dei diritti sociali e della sicurezza sul lavoro

Interrogazione con richiesta di risposta orale O-000011/2026 alla commissione – Anthony Smith (La sinistra), Per Clausen (La sinistra), Hanna Gedin (La sinistra), Catarina Martins (La sinistra), Leila Chaibi (La sinistra), Marina Mesure (La sinistra), Maria Pierne (Jovett), Maria Pierne (S&D), (S&D), Bruno Tobback (S&D), Rima Hassan (La sinistra), Manon Aubry (La sinistra), Kim Van Sparrentak (Verts/ALE), Rudi Kennes (La sinistra), Marie Toussaint (Verts/ALE), Damien Carême (La sinistra), David Cormand (Verts/ALE), Dario Tamburra (Sinistra), Mélissa Camara, Mélissa (Verts/ALE), Elisabeth Grossmann (S&D), Brando Benifei (S&D), Chloé Ridel (S&D), Li Andersson (La sinistra), Marc Botenga (La Sinistra), Marc Angel (S&D), Özlem Demirel (La sinistra), Arash Saeidi (La sinistra), Vicent Marzà Ibáñez (Verts/ALE), Kaleon Estelle (ALE), FLE Ceulemans (S&D), Gabriele Bischoff (S&D), Luke Ming Flanagan (La sinistra), Younous Omarjee (La sinistra), Konstantinos Arvanitis (La sinistra), Elena Kountoura (La sinistra), Emma Fourreau (La Sinistra), Mario Furore (La Sinistra)

Nel 2023, 3 298 lavoratori hanno perso la vita in incidenti sul lavoro nell’UE. L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro stima che i decessi dovuti a malattie professionali ammontino a circa 170 000 all’anno. Alcuni di questi decessi si verificano in cantieri edili o in servizi finanziati da appalti pubblici. Tuttavia le amministrazioni aggiudicatrici continuano spesso ad aggiudicare gli appalti secondo il criterio dell’offerta più economica piuttosto che in base alla qualità migliore o al miglior rapporto qualità/prezzo, il che aggrava il dumping sociale e l’insicurezza sul lavoro.

Le formazioni destinate alle amministrazioni aggiudicatrici comprendono di rado moduli pratici sulla verifica del rispetto degli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro o sul controllo dei certificati di formazione obbligatori dei datori di lavoro, dei contraenti e dei subappaltatori, tanto nella fase di selezione quanto durante l’esecuzione dell’appalto.

Gli operatori condannati per violazioni del diritto del lavoro o delle norme in materia di salute e sicurezza, anche se commesse da un subappaltatore, non sono sistematicamente esclusi dalle procedure di appalto. Inoltre l’accesso agli appalti pubblici non è ancora chiaramente subordinato al rispetto di elevati requisiti sociali e di sicurezza.

  • Ritiene la Commissione che l’attuale quadro in materia di appalti pubblici sia adeguato per promuovere la qualità e la sicurezza e per conseguire l’obiettivo di azzerare il numero di vittime sul lavoro, anziché concentrarsi esclusivamente sul criterio del prezzo più basso?
  • Intende proporre norme a livello dell’UE che prevedano misure volte a rendere obbligatoria la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro per le amministrazioni aggiudicatrici, a escludere gli operatori condannati, a imporre agli offerenti di fornire certificati di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e a prevedere l’esclusione in caso di mancato rispetto di tali requisiti come pure la risoluzione del contratto o l’imposizione di sanzioni contrattuali?

Scadenza: 10.6.2026

Ultimo aggiornamento: 11 marzo 2026

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