Domanda di risposta scritta E-000912/2026
alla Commissione
Regola 144
Piotr Müller (ECR)
Il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale e la digitalizzazione dell’economia stanno alimentando un aumento della domanda di data center, che costituiscono infrastrutture critiche. Nel frattempo, la Commissione sta valutando l’introduzione di norme ambientali vincolanti in materia di consumo di energia e acqua, nonostante il settore sia già alle prese con costi energetici elevati, limitazioni di rete e scarsità di materie prime. Esiste il rischio che, anziché promuovere la trasformazione digitale, ulteriori obblighi normativi e di rendicontazione portino a un rallentamento degli investimenti, al trasferimento delle infrastrutture al di fuori dell’UE e a un aumento della dipendenza tecnologica dell’UE dai paesi terzi.
Alla luce di quanto sopra:
- 1.In che modo la Commissione valuta l’impatto delle norme ambientali vincolanti previste per i data center sulla capacità dell’UE di attrarre investimenti nelle infrastrutture di intelligenza artificiale e di rimanere competitiva rispetto a Stati Uniti e Asia?
- 2.In che modo la Commissione intende evitare che i nuovi obblighi normativi portino al trasferimento dei data center al di fuori dell’UE, il che potrebbe aumentare la dipendenza digitale dell’Unione?
- 3.La Commissione ha effettuato un’analisi costi-benefici in materia di regolamentazione che tenga conto del crescente numero di ostacoli agli investimenti nei settori dell’energia, delle reti e delle materie prime? E a quali conclusioni è giunta?
Inviato: 4 marzo 2026
La Commissione ha consultato il settore dei data center sin dall’inizio, quando ha redatto la direttiva sull’efficienza energetica [1] e le successive proposte di atti delegati in materia di rendicontazione, sistema di classificazione e standard minimi di prestazione sull’uso di acqua ed energia.
L’introduzione di queste misure non ha influenzato le loro decisioni di investimento nell’UE, anzi, ha avuto l’effetto opposto: i data center di colocation hanno investito 7,7 miliardi di euro nel 2024 e prevedono di investire oltre 26 miliardi di euro nel 2030 [2] .
La prossima legge sullo sviluppo del cloud e dell’intelligenza artificiale affronterà l’urgente e crescente carenza di capacità dei data center, puntando almeno a triplicare la capacità dei data center dell’UE entro i prossimi cinque-sette anni.
Lo farà armonizzando le condizioni per gli investimenti nei data center in tutta l’UE, con particolare attenzione ai data center sostenibili e innovativi, garantendo ai loro operatori l’accesso a terreni, acqua, finanziamenti ed energia nell’UE.
Inoltre, attraverso la prossima tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale nel settore energetico, la Commissione agevolerà l’integrazione sostenibile dei centri dati nel sistema energetico dell’UE.
La Commissione ha condotto diverse valutazioni d’impatto regolamentare e analisi costi-benefici relative alle barriere agli investimenti nei settori dell’energia, delle reti e delle materie prime, in particolare nel contesto del Piano industriale Green Deal [3] , REPowerEU [4] , Critical Raw Materials Act [5] e Net-Zero Industry Act [6] .
Verrà condotta una valutazione d’impatto che accompagnerà qualsiasi proposta di regolamento sugli standard minimi di prestazione entro la fine dell’anno.
- [1] https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/energy-efficiency-targets-directive-and-rules/energy-efficiency-directive_en.
- [2] https://www.eudca.org/new-2026-state-of-european-data-centres.
- [3] https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/green-deal-industrial-plan_en.
- [4] https://commission.europa.eu/topics/energy/repowereu_en.
- [5] https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/green-deal-industrial-plan/european-critical-raw-materials-act_en.
- [6] https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/green-deal-industrial-plan/net-zero-industry-act_en.
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