Aula Senato – Sulla gestione dei tempi d’attesa per l’erogazione delle prestazioni sanitarie – Interrogazione 3-02874 Pirro (M5S)

Nella seduta di giovedì 29 ottobre 2026, il Ministro della salute Orazio Schillaci ha risposto all’interrogazione in titolo nei termini seguenti:

“Signor Presidente, nel ringraziare la senatrice interrogante, partiamo dai dati e da un fatto che troppo spesso si dimentica: se oggi possiamo discutere, Regione per Regione, dei tempi d’attesa, è perché questo Governo ha creato la Piattaforma nazionale delle liste d’attesa: è una misura che io stesso ho voluto con forza e che nessuno prima d’ora aveva mai messo in campo. La piattaforma – come lei ricordava – l’ha istituita il decreto-legge n. 73 del 2024. Prima quei numeri non esistevano, oggi sono pubblici e chi li usa contro di noi ha avuto molto tempo per generare strumenti di trasparenza in passato, ma non lo ha fatto e oggi si serve di uno strumento che abbiamo costruito noi.

Veniamo alla lettura che ci propone l’interrogante: si dice che solo 3 Regioni su 21 rispettano i tempi. Quel numero misura il caso più estremo e non guarda all’insieme del monitoraggio: è una lettura che pretende il 90% delle prestazioni nei tempi, in tutte le classi di priorità insieme, nello stesso mese. È una lettura parziale, gli stessi dati letti per intero ci dicono altro. Sulle prime visite, su 19 territori confrontabili, 12 migliorano; sugli esami diagnostici, su 20 territori, 12 migliorano. Credo che la direzione sia quella giusta. Il miglioramento è la regola, non l’eccezione.

Vengo ai dati ufficiali del Ministero e dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Il monitoraggio a consuntivo sul 2024 mostrava diverse Regioni oltre il 90%. Il monitoraggio oggi, in tempo reale, quello della piattaforma aggiornato a settembre, mostrava 4 Regioni sopra il 90%. Per le altre, il quadro migliora, con criticità che restano soprattutto sulle classi “urgente” e “breve”, cioè le prestazioni nei tempi più ristretti, e qui sta il punto. Noi i dati non li nascondiamo, li pubblichiamo: dal 2026 l’Agenas diffonde un bollettino trimestrale pubblico, uno strumento di trasparenza unico in tutta Europa; lo usiamo per correggere, non per nasconderci.

Sulle verifiche, l’Agenas ha svolto un ciclo di incontri in ogni Regione, 19 visite in presenza con le direzioni degli assessorati e i tecnici locali, controlli sul posto, agenda per agenda.

Sui poteri, il decreto-legge n. 73 del 2024 consente all’Agenas di attivare audit sulle Regioni con il parere della Conferenza Stato-Regioni. Ministero e Agenas stanno definendo il processo: controllo dei tempi massimi, apertura delle agende di prenotazione, gestione delle pre-liste, uso corretto delle classi di priorità. Dove serve scatteranno i poteri sostitutivi verso le Regioni e i responsabili dell’assistenza sanitaria.

Infine, sulle risorse, come dimostrano gli stessi dati richiamati nell’interrogazione, una parte dei fondi per le liste non è stata spesa dalle Regioni. Non è sempre un problema di soldi, è un problema di organizzazione sui territori.

Concludo, sottolineando che la domanda vera non è se i problemi esistono, perché esistono e li conosciamo oggi uno per uno; forse non li conosceva chi c’era prima. La domanda è: chi li sta misurando sul serio e chi ci sta mettendo mano? Noi i dati li pubblichiamo e sui dati interveniamo”.

Condividi questo contenuto

Parlamento italiano

parlamento italiano immagine di anteprima

Parlamento Europeo

parlamento europeo immagine di anteprima

Tematiche