Commissione Bilancio (5°) – Audizione (d-l n. 176/2022 Aiuti-quater) di ABI, del 29 novembre 2022 – Sintesi diretta web.
Il Direttore Generale di ABI, Giovanni Sabbatini, ha premesso di aver fatto circolare una relazione più estesa rispetto a quanto esposto di seguito, in cui è manifestata la necessità di una maggiore flessibilità delle normative europee.
Si è, poi, concentrato sul tema relativo all’articolo 9, il quale interviene sulle modifiche agli incentivi di efficientamento energetico.
Sulla prima parte dell’articolo 9, ovvero la riduzione dal 110 al 90%, pur non esprimendo particolari considerazioni, ha sottolineato la necessità di un quadro normativo coerente e stabile, affinché banche e intermediari diano rapidamente attuazione alle disposizioni.
Si è, invece, concentrato sulla seconda parte dell’articolato, che contiene previsioni volte a consentire lo smaltimento dei crediti di imposta derivanti dal Superbonus e rimasti nei cassetti fiscali delle imprese, che hanno effettuato lo sconto in fattura, o delle banche, che li hanno acquistati. La norma prevede che, per gli interventi rientranti nel Superbonus, i crediti d’imposta possano essere fruiti in 10 rate annuali, in luogo delle attuali 5.
L’ABI condivide che vi siano provvedimenti volti al superamento dell’impasse che vivono le imprese tuttavia il Direttore Sabbatini ha evidenziato che questa soluzione non appare essere risolutiva. Dal lato delle imprese, è fondamentale cedere i crediti; la semplice dilazione può aumentare la loro capacità di compensare il credito del tempo, ma non risolve la problematica. Dal punto di vista delle banche, estendere il recupero da 5 a 10 rate provoca un impatto e una riduzione di capitale, che invece è necessario per finalità di erogazione del credito. Difatti, l’attuale situazione di stallo è da ricondurre alla capacità fiscale delle banche di compensare internamente questi crediti.
Ha fatto presente che una prima misura che era stata adottata per ampliare questa capacità riguardava la possibilità delle banche di estendere la cessione ai propri correntisti, la c.d. clientela professionale. Tuttavia, questa misura ha avuto scarsi risultati, soprattutto a causa del rischio legale, che ha caratterizzato queste operazioni, tanto che si è espressa la Corte di Cassazione sulla legittimità del sequestro dei crediti di imposta. Sono state previste misure per risolvere questa problematica, ma rimane questo nodo che scoraggia gli acquirenti.
ABI, con ANCE, ha proposto una misura alternativa, che prevede una nuova modalità di utilizzo in compensazione dei crediti di imposta. La misura avrebbe una copertura limitata, difatti si limita ai crediti originatisi a seguito del sostenimento nelle attualità 2021, 2022, 2023.
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In allegato la sintesi della diretta web riservata ai nostri clienti.
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