Commissioni congiunte 7ª (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport) e VII Commissione (Cultura) – Comunicazioni del Ministro dell’università e della ricerca sulle linee programmatiche del suo Dicastero, del 22 novembre 2022 – Sintesi diretta web
Il Ministro dell’università e ricerca, Anna Maria Bernini, ha ricordato che l’attuazione del Pnrr, da ora in avanti, prevede non solo milestone ma anche target da conseguire (indicatori di performance e obiettivi reali, concreti e numerici). Ha ricordato che il Dicastero si occupa di accademia, scienza, ricerca fondamentale di base e applicata, arte. Ha rammentato che sotto l’egida del Ministero vi sono anche gli enti AFAM, un giacimento di talenti da valorizzare, accademie, conservatori, politecnici delle arti che sono la naturale futura evoluzione di una sorta di joint tra questi enti di natura artistica, di alto artigianato artistico. Ha dichiarato che “arte e scienza sono sicuramente sono i due pilastri che fondano la nostra identità e connotano il nostro Paese”. È necessario scoprire e valorizzare i talenti italiani, costruendo un sistema stabile e dinamico volto ad instaurare un circolo virtuoso tra formazione, ricerca e imprenditorialità e promozione culturale. Questo è l’impegno che si è assunta, il quale sarà sottoposto a una serie di verifiche in progress nel corso del suo mandato. Alla luce di ciò è necessario garantire la continuità nel medio e lungo termine, obiettivo da realizzare ribadendo l’autonomia del Ministero.
Le priorità sono, innanzitutto, di potenziare e intensificare le iniziative a favore della ricerca scientifica, fondamentale e applicata, di base e industriale, in tutti i campi del sapere a cominciare da quelli condivisi a livello europeo. Per realizzarlo occorre formare le persone, a partire dall’orientamento dei giovani nel corso degli studi scolastici. Il tema dell’orientamento è essenziale al fine di evitare quella dispersione scolastica-accademica che spesso genera l’abbandono dagli studi. Un orientamento che parta dalla scuola superiore per orientare la scelta e la formazione accademica successiva. In seconda battuta è necessario rafforzare i percorsi di formazione superiore, investendo sulle competenze del futuro. Lo scopo deve essere quello di accrescere il numero dei giovani che accedono al sistema della formazione superiore e che conseguono il titolo di studio secondo le loro inclinazioni e a prescindere dalle loro condizioni economiche e sociali di partenza. A suo avviso, il calo degli iscritti nelle università italiane è un dato icastico, anche se diversamente organizzato a seconda delle diverse aree geografiche. Vi sono delle aree del Paese dove le immatricolazioni sono aumentate e altre dove sono calate drasticamente. Il calo degli iscritti, inoltre, riproduce il dualismo storico che ha segnato lo sviluppo diseguale del Paese (Nord-Sud). Il tasso di abbandono degli studi è più alto di diversi punti nel Mezzogiorno, dovuto anche alle caratteristiche del mercato del lavoro, ma è innegabile come ad antichi ritardi si siano aggiunte nuove criticità. Per lei questa tagliola sul futuro che trasforma il diritto in privilegio è inaccettabile. Investire sulle persone, sulla ricerca, sull’arte, sull’intelligenze individuali e collettive significa investire sulla democrazia. Ha dichiarato che “l’accesso allo studio è la nostra priorità, il Pnrr ci fornisce alcuni preziosi strumenti, altri li dobbiamo metter in campo noi, in particolare dal 2026 in poi”.
Il primo strumento che il Governo ha messo in campo è di carattere finanziario, ma richiede di essere rafforzato. Il Pnrr sta vivendo una fase attuativa che deve essere presidiata con estrema attenzione. Le iniziative di competenza del MUR (Missione 4) hanno beneficiato di 11,73 miliardi di euro dei quali 2,64 destinati al potenziamento dei servizi di istruzione e 9,09 a ricerca e innovazione. Ad oggi il MUR ha raggiunto tutti gli obiettivi fino a giugno 2022. Entro la fine dell’anno sono previste 3 ulteriori scadenza; a giugno 2023 un altro target, mentre tre scadenze sono previste per fine dicembre 2023. Sono state attivate risorse e adottati bandi o provvedimenti di riparto per 9, 46 miliardi di cui 7,09 miliardi già assegnati.
…
In allegato la sintesi della diretta web riservata ai nostri clienti.
Condividi questo contenuto
Parlamento italiano

Parlamento Europeo


