Commissioni riunite I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) e XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) – Audizione del Ministro per la pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, sulle linee programmatiche del 13 dicembre 2022
Il Ministro della pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha esordito affermando che non c’è bisogno di pensare ad una riforma complessiva della P.A. e che occorre dare continuità all’importante lavoro di progettazione realizzato nei 20 mesi del precedente governo, per cui la vera sfida è quella di mettere a terra i progetti pensati, passando dalle parole ai fatti e per realizzare tutto ciò occorre ripartire dal coinvolgimento delle persone, valorizzando il capitale umano, adeguatamente motivato e con uno sforzo tendente a smentire la ricorrente narrazione sulla lentezza, sull’inefficienza e sull’ incapacità di rinnovarsi della PA.
Nell’ottica di un ascolto dei territori, il Ministro ha annunciato che, a partire dal mese di gennaio avvierà una sorta di viaggio nelle Pubbliche Amministrazioni – per dare un’impronta decentrata – tenendo, appunto, in considerazione gli enti territoriali, chehanno il contatto diretto con i cittadini e con le imprese. A tale scopo sono previsti gli incontri a Perugia (a gennaio) e poi a L’Aquila, Napoli e Trieste.
Il Ministro ha messo in evidenzia che la vera sfida è costituita dall’innovazione nella P.A.; innovazione che presenta profili decisivi sotto diversi aspetti: tecnologico, culturale, organizzativo. La sfida della trasformazione digitale prevede profondi cambiamenti nell’organizzazione, nelle strutture, nelle procedure, nei prodotti, nei servizi. A tale riguardo non è sufficiente la dotazione informatica, ma è indispensabile la capacità di coinvolgere le persone nella trasformazione, non solo con le competenze tecniche, ma superando l’empasse del cambiamento. È necessario accompagnare le persone, i dipendenti e gli utenti, in questo processo.
Viene sottolineato, a tal proposito, che l’indice DESI, che misura la digitalizzazione delle economie e delle società in Europa, colloca il nostro Paese in posizione di rincorsa (49% rispetto al 53% dell’Europa), mentre l’ultimo rapporto CENSIS (2022), per ciò che riguarda le competenze digitali, colloca l’Italia al 46% rispetto al 54% dell’Europa. Questo significa che è necessario uno sforzo intenso, tecnico e del coinvolgimento delle persone.
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