Riceviamo e pubblichiamo

Roma, 3 febbraio 2026

 

COMUNICATO STAMPA

Ddl architettura, OICE: Il concorso strumento utile ma non unico; accertare prima l’esperienza e la capacità del concorrente

 

Sono queste le posizioni principali espresse oggi pomeriggio dall’OICE – l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria – rappresentata dal Vice Presidente Alfredo Ingletti e dal Direttore Generale Andrea Mascolini, nel corso dell’audizione svolta presso la settima commissione (Cultura) del Senato sui due disegni di legge (n. 1112 e 1711).

Dopo avere apprezzato le finalità delle due proposte, miranti a promuovere la qualità dell’architettura e del progetto, l’OICE ha espresso delle riserve su alcuni punti del provvedimento ritenuto in via generale prevalentemente orientato sui profili estetici e su una centralità della figura dell’architetto tale da squilibrare quell’integrazione di competenze che caratterizza necessariamente un’adeguata e corretta progettazione e coinvolge non solo le figure degli ingegneri, singoli, associati o organizzati in società, ma anche tante altre figure tecnico-professionali.

Nel suo intervento Alfredo Ingletti si è soffermato principalmente sulla disciplina dei concorsi: “siamo assai perplessi sull’obbligo generalizzato del concorso perché oggi, per come sono gestiti i concorsi che generalmente si risolvono in un inutile dispendio di tempo, risorse e energie: ci si ritrova a produrre anche 20/30 PFTE in un concorso di cui uno solo verrà sviluppato. Un costo irragionevole che potrebbe essere contenuto se soltanto si scegliesse di fare come in Francia, selezionando 5 soggetti fra quelli in possesso di adeguati requisiti e chiedendo solo a loro di produrre il progetto. Solo così si coniugherebbe efficientemente scelta del progetto e scelta del progettista. C’è poi il problema dei tempi spesso non compatibili con le esigenze delle stazioni appaltanti e quello, altrettanto fondamentale, della mancata richiesta dei requisiti di capacità economica-organizzativa e tecnico-professionale a tutti i concorrenti prima dello svolgimento del concorso, cosa che eviterebbe di rimettere pesantemente mano al PFTE quando si sviluppa l’esecutivo. Per queste ragioni non siamo favorevoli alla proposta di rendere di fatto obbligatorio il ricorso ai concorsi ben oltre la casistica attuale.”

La posizione OICE espressa in Commissione è quindi chiara: nessuna deroga alla disciplina del codice appalti e ridefinizione dei concorsi sul modello francese con preventiva richiesta dei requisiti necessari a sviluppare tutta la fase progettuale, ammettendo i raggruppamenti in grado di assicurare l’Amministrazione sulla realizzabilità del progetto vincitore nei tempi e ai costi preventivati.

In allegato il documento depositato in Commissione.

 

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