Nella seduta di giovedì 04 giugno 2026 di Aula Senato, il Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha risposto all’interrogazione n. 3-02641 Craxi (FI), Sull’utilizzo degli strumenti di flessibilità previsti dalle regole di bilancio europee per affrontare la crisi energetica.

 

Di seguito, il testo integrale della risposta:

La Commissione europea, venendo incontro alle richieste italiane, nel pacchetto di primavera pubblicato il 3 giugno ha riconosciuto il legame tra il tema della sicurezza energetica e quello più ampio e generale della sicurezza e della difesa. Ha inoltre preso atto del fatto che gli Stati membri stanno affrontando la crisi energetica in atto con misure che hanno costi fiscali non trascurabili, nonostante molti Paesi, inclusa l’Italia, abbiano finora gestito la situazione senza gravare sulla finanza pubblica, ovvero utilizzando coperture finanziarie per compensare le misure di contrasto al caro energia.

La Commissione ha quindi riconosciuto la possibilità, su richiesta degli Stati interessati, di estendere la flessibilità già prevista nell’ambito del quadro di governance fiscale per le spese volte a rafforzare la capacità di difesa, a rafforzare la resilienza del sistema energetico europeo e ad accelerare la transizione dei combustibili fossili, adottate a partire da febbraio 2026, quindi forse anche per alcune delle misure che sono state già attuate. A questo proposito ricordo che la clausola richiederà evidentemente un passaggio parlamentare, in cui si discuteranno il quantum e anche la destinazione.

La Commissione fa riferimento, nello specifico, a misure strutturali che non alterino il segnale di prezzo e che, pertanto, non incentivino comportamenti dannosi per l’ambiente. Si tratta di misure quali il sostegno alle famiglie e alle imprese, per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e promuovere la decarbonizzazione; interventi volti ad accelerare l’elettrificazione; investimenti nelle reti elettriche, nello stoccaggio dell’energia elettrica, nel risparmio energetico e nella espansione della capacità delle fonti di energia pulita.

La sostenibilità fiscale nel medio periodo dovrà tuttavia essere salvaguardata. Infatti, all’interno del limite massimo di flessibilità già previsto dalla clausola di flessibilità nazionale per spese di difesa, che resta invariato all’1,5 per cento del PIL in termini di spesa aggiuntiva, si applicherebbe un tetto annuo, pari fino allo 0,3 per cento del PIL, specificamente destinato a queste misure di sostegno energetico sempre per il periodo 2026-2028, con un limite cumulato dello 0,6 per cento.

Se, quindi, orientate verso spesa produttiva e investimenti, tali misure, oltre a sostenere la domanda aggregata attraverso effetti moltiplicativi, potrebbero contribuire a rafforzare il prodotto potenziale, fungendo da leva per una crescita più sostenuta nel medio periodo.

È inoltre mia intenzione approfondire anche tematiche come i fattori rilevanti nei prossimi incontri a livello europeo.

Quanto rappresentato costituisce un risultato importante, atteso l’elevato livello di incertezza che interessa sia l’entità e la durata dello shock energetico in atto, sia l’entità e la durata dei suoi effetti economici che – a giudizio di chi vi parla – non si sono ancora pienamente manifestati”.

Condividi questo contenuto

Parlamento italiano

parlamento italiano immagine di anteprima

Parlamento Europeo

parlamento europeo immagine di anteprima

Tematiche