Servizio idrico, gli inglesi lo fanno meglio? Lezioni apprese dal caso inglese
I recenti avvenimenti che hanno interessato alcune società idriche in Inghilterra e Galles hanno messo sotto i riflettori l’intero settore sollevando interrogativi sulle scelte del Governo fatte quasi 40 anni fa (privatizzazione e regolamentazione) e sulla loro efficacia. Nel dibattito pubblico quindi più di una voce si chiede se l’impianto industriale sia ancora idoneo allo scopo. L’Italia ha avviato una riforma del settore quasi 30 anni fa che non è stata completamente implementata lasciando alcune parti del paese senza una società che fornisca servizi idrici. Tuttavia il contesto operativo per le aziende idriche in Italia sta cambiando radicalmente a causa del cambiamento climatico. Inevitabilmente ciò richiederà una riflessione se sia sufficiente completare l’applicazione della riforma di circa 30 anni fa o sia necessario un approccio del tutto nuovo. Più in generale, il caso inglese fornisce importanti spunti di riflessione sulle principali sfide normative al di là del settore idrico (ruolo svolto da diversi tipi di proprietà, crescenti esigenze di investimento, rendimenti adeguati e convenienza per i clienti ecc.) che sono oggetto di discussione da parte della comunità normativa italiana (ad esempio, l’introduzione di una nuova regolamentazione-ROSS- nel settore energetico). In questo contesto l’obiettivo del seminario è cercare di distillare lezioni chiave dal caso inglese che possano essere utilizzate come guida per la riforma italiana e il pensiero normativo complessivo.
PROGRAMMA
Introduzione
Giordano Colarullo – Direttore Generale Utilitalia
Il contesto italiano
Gaia Rodriquez – Area Affari Regolamentari Utilitalia
Discussione
Colm Gibson – Amministratore Delegato Ufficio BRG di Londra
Catherine Waddams – Membro del Center for Competition Policy (CCP) e Professore Emerito Norwich Business School
Osservazioni conclusive
Rosario Mazzola – Università di Palermo

