Nella seduta di lunedì 18 maggio 2026, l’Aula della Camera ha avviato l’esame del Programma di lavoro della Commissione per il 2026 e sulla Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2026 (Doc. LXXXVI, n. 4-A).

 

Prima dell’avvio della discussione generale, l’esame è stato introdotto dalla rel. Ambrosi (FDI), la quale ha rilevato che la relazione programmatica e il programma di lavoro della Commissione europea restituiscono un quadro estremamente articolato ed ambizioso, nel quale emergono con forza alcuni temi fondamentali: la competitività del sistema europeo, la semplificazione normativa, la sicurezza economica, l’autonomia strategica, la politica industriale, la difesa delle filiere produttive, l’innovazione, l’energia.

 

Al termine, prima di rinviare l’esame del provvedimento ad altra seduta, è stata comunicata la presentazione di risoluzioni. Tra queste, vi è, in particolare, quella della maggioranza, la n. 6-00250, a prima firma dell’On. Ambrosi (FDI).

Al riguardo, si segnala che la risoluzione dedica attenzione al settore dell’agricoltura e della pesca, rispetto ai quali impegna il Governo ad adoperarsi nelle competenti sedi decisionali dell’Unione europea affinché:

  • sia assicurato, nell’ambito della riforma della PAC, il carattere prioritario della sovranità alimentare europea come obiettivo strategico dell’Unione, assicurando al contempo l’indipendenza dei processi produttivi, la certezza delle forniture e la salvaguardia dei livelli reddituali degli agricoltori di fronte alle attuali fasi di incertezza sugli scenari geopolitici e sui mercati internazionali, nonché garantendo il rispetto del principio di reciprocità negli standard produttivi, sanitari, ambientali e fitosanitari applicati ai prodotti provenienti da Paesi terzi;
  • il futuro processo di riforma conservi una politica comune della pesca dotata di finanziamenti adeguati non inferiori all’attuale periodo di programmazione al fine di sostenere la competitività del settore, il rinnovamento generazionale, la transizione energetica e la sostenibilità economica, sociale e ambientale delle attività di pesca;
  • siano particolarmente tutelati nel contesto della normativa sulle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare i fornitori di piccole dimensioni, particolarmente esposti a tali dinamiche.

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