Riceviamo e pubblichiamo
Roma, 16 luglio 2026
COMUNICATO STAMPA
Presentata la 42esima Rilevazione sull’andamento del settore delle società di ingegneria e architettura
Continua a crescere il fatturato 2025 delle società OICE (4,6 mld. per +6,1% sul 2024) sia in Italia sia all’estero esportando il Made in Italy tecnico
Stime per il 2026 a circa 4,7 miliardi (+1,6%); all’estero il 25% della produzione
Addetti a 37.459 unità nel 2025 (+7,9% sul 2024), nel 2026 la stimate 39.000 unità (+4,1%)
Per oltre l’80% delle imprese i contratti PNRR nel 2025 coprono ancora il 25% del fatturato
Difficoltà sul personale per il 72,2% delle imprese; gli under 35 sono il 35,5% e le donne il 36%
Lupoi, OICE: “Il nostro settore continua a crescere, nonostante gli squilibri contrattuali e le criticità indotte dai comportamenti delle committenze”
Sono questi i dati principali della 42esima Rilevazione OICE/CEr sull’andamento delle società di ingegneria e architettura associate a OICE illustrati oggi in un partecipato webinar organizzato dall’Associazione delle società di ingegneria e architettura.
Il Report OICE/CEr 2026 conferma come anche il 2025 sia risultato un anno molto positivo per le società di ingegneria e architettura aderenti all’associazione confindustriale, con 4,63 miliardi di euro di valore della produzione, corrispondente ad un aumento del 6,1% rispetto al 2024. Nettamente al di sopra della media risultano gli aumenti di produzione della classe con meno di 126 addetti (+18%), mentre la classe di imprese con più di 26 addetti (+3,8%) e quella con numero di addetti tra 26 e 125 (+4,8%) restano al di sotto del valore medio. Per l’anno in corso si attende un incremento dell’1,6%, di molto inferiore rispetto al tasso di crescita del 2025.
Tornando ai dati di consuntivo 2025, i circa 4,63 miliardi sono distribuiti per circa 3,5 miliardi sul mercato italiano e per i restanti circa 1,2 miliardi sul mercato estero. Entrambe le componenti hanno registrato un andamento molto positivo a consuntivo 2025, +4,7% la componente estera (da 1.108 milioni nel 2024 a 1.161 milioni nel 2025) e +6,6% la produzione nazionale (da 3.259 milioni nel 2024 a 3.474 milioni nel 2025).
Il mercato domestico rappresenta il 75% della produzione totale nel 2025, percentuale stabile nelle previsioni 2026, con il mercato estero (a 1.161 milioni nel 2025) che giungerebbe a garantire nel 2026 il 25,1% della produzione complessiva OICE con 1.180 milioni. Per il 2026 l’attesa di incremento è di poco maggiore per le attività all’estero (+1,7%) rispetto a quelle del mercato interno (+1,6%).
L’aumento dei livelli produttivi ha effetti sulla crescita degli occupati, previsti oltre le 39mila unità nel 2026 (sono state 37.459 nel 2025, rispetto ai 34.709 del 2024), con un aumento pari al 7,9%. Diminuisce rispetto allo scorso anno (dal 50% al 46,9%) la quota delle imprese che dichiara l’intenzione di aumentare il personale nel corso dell’anno, obiettivo che continua a scontrarsi tuttavia con le difficoltà incontrate nel reperimento di nuovo personale, denunciato dal 72,2% degli intervistati, con un picco di circa l’76% per le imprese con meno di 26 addetti. La carenza di personale permane quindi un limite all’espansione delle imprese OICE.
La presenza delle donne nelle imprese appare in crescita, passando dal 35,3% nel 2024 al 36% nel 2025, con quote comprese tra il 36.1% delle grandi imprese e il 36,7% delle medie e 36,8% per le imprese di piccole dimensioni. Nella previsione del 2026 sono le piccole imprese a primeggiare, prevedendo una percentuale di donne pari al 37,5% degli occupati, con le medie che si attestano al 37,1%. Sostanzialmente stabile la presenza femminile nei consigli d’amministrazione delle imprese OICE: partendo dal 24,1% del 2024 si sale al 25,6% nel 2025, per poi attestarsi al 26,0% nella previsione per il 2026. In progressivo aumento la quota degli addetti under 35: nel 2024 hanno rappresentato il 34,5% del totale, nel 2025 il 35,5% ma nel 2026 scenderà al 34,0%.
Nel triennio 2024-2026 la quota di produzione connessa al PNRR risulta in crescita passando dal 23,8% del 2024 al 25,0% del 2025, per poi scendere al 17,5% nel 2026. Questo dato mostra in modo inequivocabile come le attività legate al PNRR stiano rappresentando una porzione significativa delle attività delle imprese associate, in parte controbilanciando il venir meno dei bonus edilizi.
Va però notato che per il 41,6% delle imprese intervistate le prospettive di acquisizione di lavori nell’anno corrente sono migliori rispetto al recente passato, contro il 13,7% che le ritiene peggiori.
Con riferimento ai rischi di natura macroeconomica, le imprese OICE confermano una bassa esposizione alle conseguenze del conflitto in Ucraina, dell’aumento dei prezzi dell’energia e dell’alta inflazione.
Per le tematiche legate alla sostenibilità ambientale dall’Indagine emerge che il 59,1% delle imprese ha familiarità con i concetti di sostenibilità ESG, ma tale percentuale scende al 44,4% per le piccole imprese. Entrambi i dati sono in crescita rispetto alla scorsa rilevazione, ma quello relativo alle piccole imprese è cresciuto di circa 16 punti rispetto al precedente.
Per Giorgio Lupoi, Presidente OICE “i dati di quest’anno mostrano come il nostro settore nel 2025 abbia vissuto un altro anno di espansione anche se le percentuali di crescita sono, rispetto allo scorso anno in lieve riduzione tranne che per l’estero. La riduzione della domanda pubblica, evidentissima nel 2024 e confermata nella sostanza anche in questi primi sei mesi del ’26 in cui il mercato domestico, dal 2018 ad oggi, si colloca al terzo posto dopo i picchi del 2022 e 2023. Il report dà anche atto della costante espansione del mercato estero, attesa nel 2026 nonostante le difficoltà del quadro internazionale, che va incentivata e promossa come OICE sta facendo con sempre maggiore impegno. Anche quest’anno si confermano le difficoltà nel reperimento delle risorse tecniche e professionali e le stime di crescita occupazionale tendono leggermente a calare. Sul mercato domestico è necessario che sia assicurata continuità di spesa pubblica invertendo il ciclo attuale, con programmi di investimento su settori cruciali, dalle risorse idriche al Piano casa, alla rigenerazione urbana. Sullo sfondo rimane anche la necessità di intervenire sul codice appalti per attuare correttamente i principi a tutela dell’equilibrio contrattuale, della concorrenza e dell’accesso al mercato.”
Per il Direttore della Ricerca, Stefano Fantacone, del Centro Europa Ricerche, “la Rilevazione di quest’anno si inserisce in un contesto caratterizzato da un ciclo economico ancora stagnante a livello nazionale e debole a livello europeo. Il contesto internazionale è diventato vieppiù complicato negli ultimi dodici mesi, a causa dell’inasprirsi delle tensioni tra Israele e i Paesi confinanti, della guerra mai interrotta tra Russia e Ucraina e del conflitto tra Stati Uniti e Iran. L’inflazione è tornata ad essere un argomento d’attualità, con la dinamica dei prezzi che ha mostrato nuovamente una accelerazione. Complessivamente il settore dimostra nel 2025 un consolidamento degli elevati livelli già raggiunti, ma con tassi di crescita fortemente ridimensionati a quelli conosciuti nel passato quinquennio. Ci sarà un rallentamento atteso per il 2026, in un contesto molto difficile sia internazionale sia nazionale, ma arriva dopo una lunga corsa e appare fisiologico. Va considerato che la produzione degli associati rimarrebbe in ogni caso ai livelli massimi della serie storica.
In allegato la sintesi. La pubblicazione sarà disponibile sul sito OICE
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