SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione) Nella causa C‑810/24 (PRELAZIONE NEL PROJECT FINANCING)
Con sentenza pubblicata il 5 febbraio 2026, la Corte di Giustizia ha stabilito che il diritto di prelazione viola la direttiva 2014/23/UE in materia di concessioni e i principi europei di parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza. La causa C-810/24 (Urban Vision SpA / Comune di Milano), decisa dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) rappresenta una sentenza di grande importanza nel diritto degli appalti pubblici in Italia perché dichiara contraria, al diritto europeo, la norma italiana che riconosce al promotore (in finanza di progetto) il diritto di prelazione.
Sentenza:
La domanda di pronuncia pregiudiziale è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Urban Vision SpA e il Comune di Milano e la Digital Vox Srl, già A & C Network Srl, in merito all’aggiudicazione al raggruppamento costituito dalla Digital Vox e dalla Vox Communication Srl di un contratto avente ad oggetto la progettazione, fornitura, posa in opera, gestione e manutenzione di servizi igienici pubblici automatizzati.
Tale domanda verte sull’interpretazione degli articoli 49 e 56 TFUE, della direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione (GU 2014, L 94, pag. 1), dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU 2006, L 376, pag. 36), nonché dei principi di proporzionalità, buona amministrazione ed efficienza.
In allegato è disponibile la sentenza.
Condividi questo contenuto
Parlamento italiano

Parlamento Europeo


